Cordoba

Paolo Puddu - Mind the gap

Sezione Under 35

L’opera

Mind the gap cerca di riappropriarsi di una certa corporeità, invitando il fruitore a toccare lo “spazio della distanza”, lontano dall’azione del touchscreen e dal suo derivante consumismo digitale che l’epidemia da Covid-19 ha ulteriormente amplificato. Il progetto si articola su differenti livelli tematici: dall’analisi della percezione aptica, all’indagine della scrittura come traccia scultorea, con l’intenzione di accorciare qualsiasi distanza sociale e culturale. «Non ricordo la distanza nella quale i nostri occhi si toccarono, ma il tempo che impiegarono per disegnare quella linea all’orizzonte. Ricordo i nostri corpi tesi l’un l’altro, come vettori alla ricerca di un contatto: la mia mano intenta a scrivere, la tua disposta a leggermi. Non ricordo la distanza nella quale i nostri occhi si toccarono, ma il tempo che impiegarono per sottrarsi a questo spazio». Questa poesia è stata inscritta in codice braille inglese sul lato superiore della transenna conferendole nuova forma, nel tentativo di sovvertirne le prerogative di utilizzo o, quanto meno, di indebolirne la funzione divisoria. Le parole creano un ricamo, una trama in grado di accompagnare il fruitore in una lettura polisemica, intrisa di significato quanto di significante. Mind the gap occupa quello spazio di mezzo “tra”, un intermezzo tra parola e immagine, scrittura e scultura, soggettività e alterità, in cui la cecità diventa il contrappunto concettuale attraverso il quale osservare la realtà. L’opera si fa portavoce e strumento di riflessione sul distanziamento fisico e sociale in corso e, al contempo, diventa luogo di condivisione e relazione, spazio di contatto. Testimonianza di quello scarto necessario alla reciprocità di un’interazione.

Scultura: transenna in acciaio inox con scritta in braille; cm 260x114x57. 2021
Collezione: Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, Napoli

L’autore

Paolo Puddu (1986) analizza quei processi e quei comportamenti che intercorrono tra l’uomo e il paesaggio circostante. In atteggiamento di dialogo con la specificità dei luoghi, le opere mirano a indagarne gli aspetti politici e sociali, collocandosi all’interno di un’estetica volta a suggerire nuovi sistemi spaziali e concettuali. Studia all’Akademie der Bildenden Kunste di Monaco tra il 2011 e il 2012 e, nello stesso anno, si diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, residenze e altri progetti tra cui: UTOPIA DISTOPIA: il mito del progresso visto dal sud (Museo Madre, Napoli, 2021); there is no time to enjoy the sun (Fondazione Morra Greco, Napoli, 2021); Rilevamenti2 (Museo CAMUSAC di Cassino, 2020); residenza presso la Cité Internationale des arts (Parigi, 2020); questo progetto non ha un futuro (galleria Raucci&Santamaria, Napoli 2017); opera 2016 | Per dormire mi stesi accanto agli assassini (Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 2016-2017); Solar Lottery | Minimax: the M-Game (un progetto di Peninsula Dotland, Berlino, 2016). Ha vinto diversi premi, tra cui la V edizione di Un’ Opera per il Castello (Napoli, 2015-2017), realizzando un’opera pubblica permanente per gli spazi di Castel Sant’Elmo. I suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero. Attualmente vive e lavora tra Napoli e Parigi.

La mostra

Paolo Puddu, Mind the gap
(date da confermare)
IIC Cordoba, Pnal Ayacucho 131, X5000 JUC, Córdoba, Argentina