Lima

Elena Mazzi - The upcoming Polar Silk Road

Sezione Over 35

L’opera

The upcoming Polar Silk Road analizza il complesso intreccio tra economia, geopolitica, ecologia e mobilità all’interno delle regioni artiche maggiormente interessate dalle trasformazioni infrastrutturali e politiche legate alla Via Polare della Seta, con particolare attenzione all’Islanda, luogo dove l’artista ha condotto una residenza nel 2018. Questo asse, che connetterà Europa, Russia e Cina, si svilupperà in quanto “rotta del nord” alternativa rispetto a quelle marittime tradizionali, sfruttando il sottosuolo dei mari artici, che contengono il 20% delle risorse globali pianeta, tra cui petrolio, gas, uranio, oro, platino e zinco. L’opera consta di un video che documenta una serie di luoghi cardine di questa transizione, come ad esempio l’eventuale nuovo porto di Finnafjörður, nel nord-est dell’Islanda, e il vicino Istituto CIAO, il nuovo osservatorio meteorologico-astronomico fondato per cementare l’accordo tra Cina e Islanda, paesi oggi protagonisti nel processo di definizione della nuova rotta commerciale nell’Artico. L’opera si articola attraverso una serie di interviste a figure che hanno contribuito alla progettazione di tali luoghi, fra cui politici locali, ricercatori, pescatori e allevatori. Le interviste sono state rimodellate dall’artista in un testo che accompagna le immagini, aggiungendo un ulteriore livello di lettura a metà tra finzione e realtà. Oltre all’opera video, l’artista ha realizzato dei disegni in tecnica mista (collage e manipolazioni digitali) che, partendo da antiche mappe, definiscono i nuovi spazi geopolitici ed economici nelle regioni artiche.

Installazione: video HD, colore, suono, 9’45”; 5 stampe, tecnica mista (disegno, collage), manipolazione digitale e stampa fine art su carta cotone Hahnemühle, cm 42×29,7 cad. 2021
Collezione: Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, Napoli

L’autore

Elena Mazzi (1984), partendo dall’esame di territori specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, nell’intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto uomo-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all’antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella società, che parte dall’osservazione e procede combinando saperi diversi. Dopo gli studi presso l’Università di Siena e l’Università IUAV di Venezia, ha trascorso un periodo di formazione al Royal Institute of Art di Stoccolma. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra cui: der TANK, Basilea; museo Madre, Napoli; ar/ge kunst, Bolzano; Sodertalje Konsthall, Stoccolma; Whitechapel Gallery, Londra; BOZAR, Bruxelles; Museo del Novecento, Firenze; Museo MAGA, Gallarate; GAMeC, Beramo; Museo MAMbo, Bologna; AlbumArte, Roma; Sonje Art Center, Seoul; Palazzo Ducale, Urbino; Palazzo Fortuny, Venezia; Fondazione Golinelli, Bologna; Centro Pecci, Prato; 16° Quadriennale di Roma; GAM Torino; 14° Biennale di Istanbul; 17° BJCEM Biennale del Mediterraneo; Fittja Pavilion, 14° Biennale d’Architettura di Venezia; COP17, Durban (Sudafrica); gli Istituti Italiani di Cultura di New York, Bruxelles, Stoccolma, Johannesburg e Cape Town; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. È vincitrice di diversi premi, tra cui: Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere (2021); Italian Council (VII edizione, 2019), XVII Premio Ermanno Casoli (2019).

La mostra

Elena Mazzi, The upcoming Polar Silk Road
(date da confermare)
IIC Lima, Av. Arequipa 1055, Cercado de Lima 15046, Perù